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Un tentativo di prendere sul serio la Parola di Dio oggi!

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sabato, 30 ottobre 2004

Quali sono le risorse in nostra dotazione?

C’è una simpatica pubblicità in televisione che mostra la scena di Cristoforo Colombo con il suo equipaggio che sta per partire per attraversare per la prima volta nella storia l’Oceano Atlantico. Per recarsi al porto, attraversano le strade della cittadina di Palos, acclamati dalla folla. Arrivati al porto, hanno la sorpresa di trovare, attraccate al molo, non le loro caravelle, ma tre barchette o pattini, di quelli usati per il divertimento dei bagnanti sulla spiaggia. La pubblicità, poi, dice che per affrontare una simile impresa, quelle barchette non bastano: sono necessarie ben altre risorse! Già, per ogni impresa che si voglia realizzare, sono necessarie risorse adeguate, all’altezza della situazione. Sembra ovvio, ma quante volte “partiamo” senza essere “attrezzati”, e penso, soprattutto, all’impresa di vivere in questo mondo! Quanta ingenuità, quanta poca intelligenza, quanta imprevidenza!

Il vocabolario della lingua italiana, alla voce “risorsa”, dice: qualsiasi mezzo che ponga in condizione di affrontare e superare una difficoltà di ordine materiale o spirituale. Il vocabolario fa poi degli esempi di frasi che usano la parola “risorsa”: “è un grazioso paesello di montagna, ma senza risorse economiche”; “le risorse dell’ingegno, della fantasia, dell’arte”. Dice poi che la parola “risorsa” si riferisce a possibilità finanziarie, come “Non ha altra risorsa eccetto una misera pensione”, “la lunga malattia del figlio ha assorbito tutte le sue risorse”. Il vocabolario, poi, collega “risorsa” anche al significato di spirito d’iniziativa, forza di carattere, dote morale e intellettuale in genere, come “un uomo dotato (o privo) di risorse, cioè capace o incapace di trarsi d’impaccio nelle difficoltà, di prendere o no brillanti iniziative.

Quanto il vocabolario dice sulla parola “risorsa” è importante. Ci chiediamo così: abbiamo noi le risorse morali e spirituali per affrontare le difficoltà della vita, oppure ne siamo sprovvisti? Pensiamo alle risorse necessarie per affrontare la malattia, oppure una morte improvvisa di un nostro caro. Le risorse finanziarie sono importanti, aver stipulato delle assicurazioni è importante, avere una cerchia di famigliari e di amici fidati su cui contare è importante. Possiamo però avvalerci di risorse morali e spirituali tali da non farci cogliere impreparati di fronte alle situazioni che ci pone la vita? Ad esempio, la Svizzera è famosa anche per il suo grande spirito di previdenza, in campo politico, economico, militare… Pare, però, che questa qualità stia sempre più venendo meno. E noi, abbiamo non solo le necessarie risorse materiali per affrontare ogni evenienza, anche le necessarie risorse spirituali?

Iddio, nella Bibbia, ci dice chiaramente che questo mondo è davvero un campo di battaglia, non solo militare, ma anche spirituale. Ad ogni livello è in corso una guerra d’ordine spirituale del bene contro il male, di Dio contro le forze spirituali della malvagità. Ai Suoi discepoli, Gesù dice: “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Gv. 16:33). Ne siamo consapevoli? In che modo intendiamo affrontare tutto questo?

Il testo biblico proposto oggi alla nostra attenzione, ci parla delle risorse che Iddio mette a disposizione ai discepoli di Cristo per resistere e per vincere in questo mondo. Leggiamolo, si trova nella lettera dell’apostolo Paolo agli Efesini, capitolo 6, dal versetto 10 al 20 compreso.

Continua in: http://www.riforma.net/predicazioni/annate/2004/pr041131.pdf

postato da: pcastellina alle ore 30/10/2004 22:26 | link | commenti
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venerdì, 29 ottobre 2004

I passi di un uomo
mia predicazione del 30.11.04 (funerale)

Ho visto recentemente pubblicizzato un apparecchietto che, legato al polso come un orologio, conta i passi che fai in una giornata. L’idea è quella di tenersi in forma facendo il necessario esercizio fisico. Non mi ricordo più quanti passi dobbiamo fare in una giornata per “andare bene”, ma questo mi rammenta il nostro O. quand’era ancora a C* che, con passo lento ma sicuro, camminava ogni giorno lungo la strada, finché ha potuto, sicuramente anche lui per “tenersi in forma”, com’è raccomandabile pure per le persone anziane.

I passi di un uomo sono immagine del cammino della sua vita. Il testo biblico che vogliamo oggi considerare parlano pure dei passi di un uomo, in particolare di un uomo onesto. Dice: ”I passi dell'onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il SIGNORE lo sostiene prendendolo per mano” (Salmo 37:23,24).
Consideriamo con attenzione questo breve testo, utilizzando quegli avverbi che di soluto ci guidano per affrontare alla meglio qualsiasi questione, e che sono: Chi? Che cosa? Quando? Dove? Perché? Come?

Continua in:
http://www.riforma.net/predicazioni/annate/2004/pr041130.pdf








postato da: pcastellina alle ore 29/10/2004 15:19 | link | commenti
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giovedì, 21 ottobre 2004

C'è progresso e progresso...
dalla mia predicazione del 24/10/04

Oggigiorno, la fiducia nel progresso dell’umanità non è cosa così indiscutibile com’era un tempo. Carlo Rubbia, scienziato italiano (1934) dice: "Siamo su un treno che va a trecento chilometri all'ora, non sappiamo dove ci sta portando e, soprattutto, ci siamo accorti che non c'è il macchinista”. Progredire e perfezionarsi sempre di più, però, è uno degli obiettivi che si pone la parte migliore dell’umanità nel suo insieme. In campo professionale, i corsi di aggiornamento e perfezionamento fanno parte del bilancio di ogni impresa o istituzione che voglia fare sempre meglio nell’ambito in cui opera. Ogni professionista sa che è un dovere migliorare e perfezionarsi, nei suoi stessi interessi!

Lo stesso vale a livello personale: la persona responsabile vuole sempre migliorare sia nel suo carattere che in ciò che conosce e sa fare. Spesso, nella vita, incorriamo in cadute e fallimenti, ma essa sa che cadere e fallire non è un dramma in sé stesso, ma un’occasione per riflettere sugli errori fatti per potere “fare meglio la prossima volta”.

Crescere qualitativamente è e deve essere la sana ambizione di ciascuno di noi. Quanti aspetti del nostro personale carattere andrebbero rivisti e corretti diligentemente! Questo è il campo della psicologia. La psicologia, oggi, ha fatto molti passi in avanti e può aiutarci molto in questo ambito: sempre di più persone si rendono conto che devono lavorare su sé stesse, per il bene loro e di coloro che stanno loro attorno.

La psicologia moderna, però, non ha inventato nulla di nuovo, anzi, si è inserita in ciò che la fede cristiana avrebbe da sempre dovuto fare e non ha fatto in modo coerente: cambiare le persone! La stessa vita cristiana, quando è intesa in modo serio, potrebbe essere definita proprio come il processo consapevole e graduale per il quale il credente, attraverso le risorse che Dio mette a sua disposizione, trasforma sé stesso per conformarsi sempre meglio al modello d’uomo che trova in Cristo.

Il testo della Parola di Dio sottoposto oggi alla nostra attenzione, parla proprio di questo progresso, personale e comunitario, in cui il credente è ingaggiato. Si trova nella prima lettera dell’apostolo Paolo ai cristiani della città di Tessalonica, al capitolo 4, dal versetto 1 all’8.

Continua in: http://www.riforma.net/predicazioni/annate/2004/pr041024.pdf


postato da: pcastellina alle ore 21/10/2004 15:11 | link | commenti
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mercoledì, 20 ottobre 2004

„salvateli, strappandoli dal fuoco“ (Giuda 23).

 

Il 27 gennaio 1903 scoppiò un incendio in una clinica per malattie mentali di Londra. Dei 300 pazienti ivi ricoverati, 50 morirono e degli altri 250 si dovette letteralmente strapparli dal fuoco. Mentre avveniva l’opera di salvataggio, queste povere creature mentalmente malate si comportarono in modo tale da divenire inconsapevolmente illustrazione di come talvolta si comportano i peccatori quando dimostrano tutta la loro follia nel rifiutare l’Evangelo della salvezza offerto loro da altri. Si racconta che:

 

“Alcuni ridevano al solo menzionare loro la presenza del fuoco”. Solo dei pazzi possono ridere di una calamità come questa. Solo dei pazzi si possono fare beffa del peccato. Solo coloro che moralmente sono malati oserebbero trastullarsi con il fuoco del peccato.

 

“Alcuni protestavano dicendo che non avrebbero mai abbandonato il loro letto nel più bel mezzo della notte”. Essi non avrebbero rinunciato ai loro comodi neanche per salvare la loro vita. Vi sono molti pure così che preferiscono i piaceri della condizione di condanna piuttosto che la gioia della salvezza. La loro follia è evidente dalle scelte che fanno.

 

“Alcuni pensavano che sarebbero stati al sicuro dal fuoco nascondendosi sotto il letto”. Solo un pazzo può credere che il conforto di un letto o dell’indifferenza, possa essere una valida protezione contro un fuoco consumante. State certi che prima o poi il peccato, come un fuoco, vi troverà.

 

“Alcuni sembravano credere che fossero stati i soccorritori ad appiccare il fuoco”. Essi accusavano i loro soccorritori di volerli bruciare… Alcuni credono altresì che siano solo certi predicatori ad essersi inventato l’Inferno per turbare le coscienze, cercando di convincerla di peccato e strapparli dalla loro condizione di perdizione. Facendo loro una simile accusa, essi solo danno prova di follia.

 

“Molti avevano reagito con forza contro i loro soccorritori, mordendoli e strappando loro i capelli”. Che tristezza, che triste prova della loro follia – fare guerra a coloro che stavano sacrificando la loro vita per liberarli! E’ altresì esperienza comune di coloro che cercano di strappare la gente dal fuoco del peccato, vedere i loro propri sforzi, ad imitazione del Cristo, non solo disprezzati, ma pure avversati. Solo dei pazzi spiritualmente possono agire in questo modo.

 

“Si udivano alcuni che battevano a porte chiuse per poter uscire, e quando ormai era troppo tardi”. Dev’essere stato un terribile risveglio rendersi conto che il fuoco c’era davvero e che l’incendio li avrebbe imprigionati senza via di scampo. Coloro che rifiutano di essere strappati dal fuoco del peccato, periranno in esso. “Come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?” (Ebrei 2:3).

 

“Ogni uomo e donna di buon senso era andato incontro ai soccorritori”. Il tempo era poco, la condanna dei perduti certa, l’opera da fare era grande ed urgente, ogni altra preoccupazione era stata accantonata: solo la salvezza della loro vita contava. Tutti coloro che hanno buon senso accolgono l’Evangelo di Gesù Cristo senza riserve e lasciano che la loro anima sia strappata dal fuoco. E voi, siete fuori o dentro?

postato da: pcastellina alle ore 20/10/2004 11:05 | link | commenti
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