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lunedì, 23 maggio 2005

Una religione di successo

Ieri avevo alcuni adolescenti in auto in occasione di un'escursione. Avevo la radio accesa e per caso, passando da una stazione radio ad un'altra, mi sono imbattuto in un programma religioso. "Cambia... cambia", essi mi dicono. Indipendentemente da quale programma fosse: essi non ne volevano sentire di "religione". Beh, allora cambio stazione. Capito su una radio pubblica orientata prevalentemente ad un pubblico giovanile. Quella andava bene, nulla di male.  Ad un certo punto, però, arriva il momento de "l'oroscopo del giorno". Io che faccio? Beh, per me l'oroscopo è una sorta di religione, ed io cambio stazione... E i ragazzi: "No, no, torna su quella stazione, lo vogliamo sentire!".

Era già ormai a metà, e lo ascolto anch'io. In corrispondenza ad un segno zodiacale (non ricordo più quale), lo speaker diceva qualcosa del genere: "Guardati dai maestri e dai profeti di cui senti parlare. Sono falsi maestri e falsi profeti. Il maestro più vero è il tuo maestro interiore, la voce che tu senti dentro di te!". Ne rimango allibito! Alla faccia della "neutralità" delle stazioni radio pubbliche... se non è propaganda religiosa questa, e persino di successo! Certo, mi direte che una frase del genere è intesa a ...dare ai giovani più fiducia in sé stessi! Sarà, ma a me sembra smaccata propaganda New Age spacciata per psicologia spicciola!  La Bibbia forse non dice: "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno" (Geremia 17:9).

sì, a me sembra diretta propaganda anti-cristiana ed i frutti si vedono, tant'è vero che quegli stessi ragazzi, quella stessa giornata, sempre in auto vedono che ho una cassetta di musica. Vogliono sentirla. "Che cos'è?", mi chiedono. E'  musica cristiana moderna. Volete sentirla? "Oh no!", rispondono, senza neanche sapere com'era. Insisto, gliele faccio sentire un pezzo. Nuove proteste: "Ma dicono qualcosa di Gesù! Oh no!". Al che essi si tappano le orecchie con la cuffia del loro walkman. Non so che musica fosse. Si sentiva che era qualcosa di martellante. Certamente non parlava di Gesù!

postato da: pcastellina alle ore 23/05/2005 14:39 | link | commenti
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giovedì, 19 maggio 2005

Rendete sicura la vostra vocazione ed elezione

  “Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, così facendo, non inciamperete mai” (2 Pietro 1:10).

Oggi si sente spesso dire che non possiamo giudicare chi sia veramente credente perché questo “lo vede solo Dio”. Se quest'affermazione può parere espressione di umiltà, tolleranza ed apertura di mente, essa non coincide del tutto con quanto dice la Bibbia stessa. La vera fede dà chiare evidenze e può essere verificata con specifici criteri biblici. Gesù disse: “Dal frutto si conosce l'albero” (Matteo 12:33), come pure: “Perché mi chiamate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico?” (Luca 6:46). I Riformatori parlavano spesso della predestinazione (sia a salvezza che a dannazione) e delle sue evidenze. Nel '600, teologi e pastori della Riforma italiana (ad esempio Zanchi e Florio) pure diffondevano libri che parlavano appunto di questo tema ed essi sono ancora disponibili (sebbene sembra non si abbia più il coraggio di ripubblicarli!). Ignorare le critiche e affermare senza vergogna quel che Iddio afferma nella Scrittura, è il minimo che si possa fare... Il seguente studio fornisce sommarie ma chiare indicazioni al riguardo.

Vedi: http://www.riforma.net/ecclesiologia/elezionesicura.pdf

postato da: pcastellina alle ore 19/05/2005 17:17 | link | commenti
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giovedì, 12 maggio 2005

Le quattro libertà che ci dona lo Spirito Santo
(predicazione per il giorno di Pentecoste)

 Uno dei compiti che il Signore Gesù ha affidato ai Suoi discepoli di ogni tempo e paese, è quello di spiegare al mondo il contenuto della propria fede. Come ci dice l'apostolo Pietro: “Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni” (1 Pi. 3:15). Le celebrazioni del calendario cristiano sono, per questo, una preziosa opportunità: il Natale, la Pasqua, la Pentecoste...

E' facile spiegare al mondo il significato del Natale, cioè la celebrazione della nascita di Cristo: chi è Gesù, perché è venuto in questo mondo, perché Egli sia importante per l'umanità... Già è meno facile spiegare che a Pasqua i cristiani celebrano la risurrezione di Gesù Cristo dai morti. Qui, infatti, è necessario che la mente dei nostri interlocutori sia particolarmente aperta a concepire dimensioni della realtà che vanno al di là di ciò che percepiscono normalmente i nostri sensi.

Che cosa celebrano, però, i cristiani, a Pentecoste? La Pentecoste è indubbiamente una delle celebrazioni cristiane più misteriose per chi ha cuore e mente lontani da Dio e non ha mai fatto le intense esperienze che caratterizzano ancora oggi il discepolo di Cristo. A Pentecoste i cristiani celebrano la Persona e l'opera dello Spirito Santo, che potremmo definire la manifestazione stessa di Dio nella loro vita personale, un prezioso dono che Iddio fa attraverso l'opera di Gesù. E' lo Spirito Santo, infatti, che rende Dio, per noi, una presenza reale e significativa. Lo Spirito Santo, così è la sorgente stessa di ogni autentica esperienza cristiana.

Gesù paragona l'opera dello Spirito Santo a quella del vento. Non possiamo vedere il vento: conosciamo il vento dai suoi effetti. L'occhio umano non percepisce le molecole d'aria che si muovono ad alta velocità, ma possiamo certamente vedere un albero sradicato da un forte vento. Allo stesso modo possiamo dire che possiamo conoscere lo Spirito Santo dai Suoi effetti, da ciò che fa. La difficoltà di spiegare questa realtà dell'esperienza cristiana, è pure messa in evidenza da Gesù stesso, quando, parlando ai Suoi discepoli dello Spirito Santo, afferma: “...lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Gv. 14:17).

La Scrittura ci insegna molto a Suo riguardo.
Continua in: http://www.riforma.net/predicazioni/annate/2005/pr050515.pdf

postato da: pcastellina alle ore 12/05/2005 18:34 | link | commenti
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lunedì, 09 maggio 2005

Andare in chiesa è ...una penitenza?

Ieri, all'uscita del culto, stavo parlando con una donna, membro della nostra chiesa, che vi aveva partecipato, quando un passante, che la conosceva, la apostrofa dicendo: "Sei andata in chiesa per far penitenza? Ah, ah, ah!". Stupefatta per una simile affermazione, gli risponde: "Ma no, che dici, è stato, anzi, molto bello...".

Certo, non bisogna dar peso alle affermazioni delle persone ignoranti, stupide e piene di pregiudizi, ma che qualcuno pensi che noi andiamo in chiesa "per fare penitenza" è abbastanza tipico di molti oggi che, anche se non lo dicono, magari lo pensano. Andare in chiesa significa "far penitenza"? Forse qualche celebrazione è "una penitenza" perché condotta da predicatori noiosi e inetti. Spero di non esserlo. Forse è perché "la religione" toglie ogni gioia dalla vita? Non direi proprio: essere in armonia e in comunione con Dio è un'esperienza soddisfacente che ti rende veramente realizzato, sereno, e che dà un senso alla tua vita. Ti dà forza, sapienza, speranza e capacità di ricevere e dare amore. Noi siamo stati creati per essere in comunione con Dio e saremo sempre insoddisfatti e incompiuti senza di Lui. Certo, il ravvedimento dai propri peccati fa parte dell'esperienza del cristiano e del culto in particolare, ma "liberarsi dei propri stracci sporchi" e ripulirsi per vivere come persone rinnovate e pulite è un'esperienza gratificante. Certo, a qualcuno non piace fare il bagno e preferisce vestiti e pelle sporca e puzzolente... ma non conosce la gioia di essere puliti! Gesù disse: "io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Giovanni 10:10).

postato da: pcastellina alle ore 09/05/2005 08:35 | link | commenti
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