Vera grandezza
(Luca 9:28-36)
Nel 50mo anniversario della prima storica ascensione al monte Everest, un giornalista rilevò come, in Nepal, lo scalatore Edmond Hillary era diventato famoso e popolare non tanto per quello che aveva compiuto sulla vetta più alta del mondo, ma per quello che aveva fatto una volta ridisceso in valle! Difatti, dopo aver conquistato la più alta vetta del mondo con il suo compagno di scalata, Tenzing Norgay nel 1953, Edmund aveva passato i cinquant'anni seguenti ad aiutare affinché fossero costruite scuole, ospedali e ponti per la comunità Sherpa.
Questo contrasto fra l'esperienza sulla montagna ed il suo servizio in valle, rammenta l'esperienza di Gesù e dei Suoi discepoli sul monte della trasfigurazione. Gesù era al culmine della Sua gloria, quando il Suo volto era divenuto radiante e il Padre Suo celeste gli aveva detto: "Questi è mio figlio, colui che ho scelto, ascoltatelo" (v. 35). Gesù, però, non era rimasto su quel monte, ma era sceso giù in valle, dove aveva liberato un ragazzo da una grave afflizione. Vediamo poi Gesù, determinato ad andare a Gerusalemme per adempiere alla Sua missione: morire in croce come sacrificio d'espiazione per i peccati del Suo popolo. Gesù disse ai Suoi discepoli: "Chi è il più piccolo fra di voi, quello è grande" (v. 48). La vita del nostro Maestro ci mostra che la vera grandezza risiede nel servire Dio ed il prossimo nella valle del bisogno.
Agli occhi di Dio, la vera grandezza sta nel servire gli altri.
La Bibbia, però, parla di una luce ancora più importante di questa. Quando Dio, alla creazione, impartisce il Suo primo comando, „Dio disse: «Sia luce!» e luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre“ (Ge. 1:3). Con „luce“, però, qui il testo non si riferisce alla luce del sole, perché il sole ancora non era stato creato. Si tratta della Luce con la L maiuscola, quella che proviene dalla presenza del Creatore, la fonte della vita. E' la luce di ciò che è bello, buono, positivo, sano, costruttivo, armonioso, morale... la luce di ciò che è in linea con la volontà di Dio, „la buona, gradita e perfetta volontà“ di Dio. Luce è ciò che è in linea con il carattere di Dio, quello che Egli ha rivelato nelle Scritture, cioè, con la Sua giustizia, santità ed amore. E' ciò che scrive l'apostolo Giovanni: „Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre“ (1 Gv. 1:5).
Dio ha creato l'essere umano, come dice la Scrittura, per „camminare nella luce del Signore“. Per le prime creature umane, era la cosa più naturale di questo mondo camminare in questa luce – conoscere Dio, parlargli, condividere con Lui la loro vita... Dopo tutto, la vita proveniva da Lui. Erano, per così dire, rivestiti della Sua Luce.
Al termine del testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione, tratto dal libro del profeta Isaia, al capitolo 2, troviamo proprio l'esortazione, rivolta al popolo di Dio, di “camminare nella luce del Signore”. Vedremo, così, oggi, quando e perché gli era stata rivolta questa esortazione, e quali siano le conseguenze positive di “camminare alla luce del Signore”. Leggiamo, allora, questo testo: Isaia 2 dal versetto 1 al 5.
„1Parola che Isaia, figlio di Amots, ebbe in visione, riguardo a Giuda e a Gerusalemme. 2Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del SIGNORE si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno a esso. 3Molti popoli vi accorreranno, e diranno: «Venite, saliamo al monte del SIGNORE, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri». Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del SIGNORE. 4Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l'arbitro fra molti popoli; ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d'aratro, e le loro lance, in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra, e non impareranno più la guerra. 5Casa di Giacobbe, venite, e camminiamo alla luce del SIGNORE!“ (Is. 2:1-5).
Ha fatto notizia ieri, domenica 10 luglio, e ancora ci sorprende. Il quotidiano Aksam riporta che 450 pecore sono morte in Turchia gettandosi da un dirupo. La prima, per qualche motivo, si è buttata giù e le altre, un gregge di 1500 pecore, l'hanno seguita senza battere ciglio. 450 sono morte, le altre si sono salvate "atterrando" sui corpi delle prime. "Non c'è stato più nulla da fare. Sono tutte sprecate, gettate via per nulla", dice Nevzat Bazhan, membro delle 26 famiglie le cui pecore pascolavano insieme nel gregge. Un grave danno per una piccola comunità.
I risultati di una leadership seguita acriticamente? E' ovvio: erano dei pecoroni! Il parallelo con certo comportamento umano è persino banale. Quanti uomini e donne vivono secondo il principio "così fanno tutti"? Non dovremmo noi, però, avere maggior senso di discernimento e dire: "Non sono così stupido, non seguirò la massa che si sta gettando da un dirupo!". A volte "ci si fa trascinare", a volte non si riesce a resistere alla corrente, ma provarci è il minimo che si può fare... "Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà" (Romani 12:2).
Ai tempi di Gesù il pane era simbolo della VITA. Nell'Antico Testamento, il pane era posto nel luogo santissimo del tempio come simbolo della provvidenza di Dio. All'ultima cena Gesù usa il pane per insegnare ai Suoi discepoli il valore del Suo sacrificio come espiazione dei loro peccati.
Sapere che il pane era l'elemento principale della dieta e simbolo della vita stessa, ci può far comprendere meglio il senso delle parole di Gesù quando dice: "Io sono il pane della vita". Quel che Gesù intendeva con queste parole è che Egli, Gesù, è la parte più importante della vita, la “portata principale”, e che tutto il resto è ...solo contorno! Molto probabilmente qualcuno oggi potrebbe considerare questa affermazione come una pretesa piuttosto arrogante! Certamente così l'avevano considerata coloro che per primi l'avevano udita. Eppure...
Gesù qui afferma di essere la parte più importante di ciò che sostiene la vita stessa, l'unica fonte di vera vita! Com'è possibile dire una cosa simile? E' quello che esaminiamo oggi. Affermare una cosa del genere è possibile se ci rendiamo conto chi sia, da dove provenga e che cosa si proponga Colui che fa una simile affermazione.
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