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giovedì, 20 luglio 2006

I nostri bisogni soddisfatti in Cristo

I nostri bisogni soddisfatti in Cristo
Mia predicazione del 23.7.06
Quali sono i bisogni di base di un essere umano? Nel 1943, lo psicologo americano Abraham Maslow elabora quella che diventa famosa come “la piramide di Maslow” in cui egli propone un ordine dei bisogni secondo il quale alcuni bisogni vanno soddisfatti prima che nascano quelli del livello successivo. (1) Bisogni fisiologici: fame, sete, sonno, potersi coprire e ripararsi dal freddo, sono i bisogni fondamentali, connessi con la sopravvivenza. (2) Bisogni di sicurezza: devono garantire all'individuo protezione e tranquillità. (3) Bisogno di appartenenza: consiste nella necessità di sentirsi parte di un gruppo, di essere amato e di amare e di cooperare con altri. (4) Bisogno di stima: riguarda il bisogno di essere rispettato, apprezzato ed approvato, di sentirti competente e produttivo. (5) Bisogno di auto realizzazione: inteso come l'esigenza di realizzare la propria identità e di portare a compimento le proprie aspettative, nonché di occupare una posizione soddisfacente nel proprio gruppo. A questi cinque livelli si aggiunge: (6) il "Bisogno di trascendenza" inteso come tendenza ad andare oltre sé stessi, per sentirsi parte di una realtà più vasta, cosmica o divina.
Iddio, quando crea l’essere umano provvede affinché tutti i nostri bisogni fondamentali siano soddisfatti. Quando essi, poi, vengono pregiudicati e negati dalla potenza distruttrice del peccato, per rimediarvi Egli manda il Signore e Salvatore Gesù Cristo. Gesù disse infatti: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Gv. 10:10). Inoltre, nello stabilire la comunità cristiana, che Egli “nutre e cura teneramente” (Ef. 5:29), Egli intende che essa, la Chiesa, diventi lo strumento principe per promuovere la soddisfazione di questi bisogni.

Ecco così che la Bibbia paragona la comunità cristiana ad un corpo nel quale ogni membro, ha una sua specifica funzione da assA?p???olvere, un compito particolare da svolgere affinché la Chiesa così realizzi la sua missione. L’apostolo Paolo, in una sua lettera, scrive: “Dio ha assegnato a ciascuno il proprio posto nella Chiesa: anzitutto gli apostoli, poi i profeti, quindi i catechisti. Poi ancora quelli che fanno miracoli, quelli che guariscono i malati o li assistono, quelli che hanno capacità organizzative e quelli che hanno il dono di parlare in lingue sconosciute” (1 Co. 12:28 TILC). Questa non è una lista né completa né normativa, di per sé stessa, dei compiti che devono essere svolti in una comunità cristiana. La predicazione e l’insegnamento sono molto importanti, ma, fra i compiti della chiesa, c’è quello dell’assistenza sociale ai bisognosi.

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postato da: pcastellina alle ore 20/07/2006 15:05 | link | commenti
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giovedì, 13 luglio 2006

Partire senza sapere dove andare!?

Partire senza sapere dove andare!?
Mia predicazione del 16.7.06

Avete mai fatto un trasloco, il trasportare e collocare in un altro luogo la vostra residenza? Quale esperienza ne avete avuto? L’avete fatto con piacere oppure con ansia? …svuotare la vostra abitazione, riempire scatoloni di cartone, smontare mobili, avere il coraggio di buttare via, di liberarcene quel che oggettivamente non ci serve più, il trasporto, il risistemare tutto quanto in una nuova abitazione, l’adattamento ad una nuova realtà, tutte le pratiche burocratiche da sbrigare… Insomma, un gran lavoro! C’è chi affronta tutto questo con angoscia, ma può essere anche eccitante per chi ama il cambiamento, le novità, le nuove sfide… Personalmente, nella mia vita, credo di aver traslocato, fin da piccolo, almeno una dozzina di volte, per diverse ragioni, in luoghi sia vicini fra di loro che molto lontani. Tutto questo mi ha dato il senso della provvisorietà della vita, del non considerare una dimora definitiva e quindi veramente “mio” il luogo dove mi trovo, la necessità di essere “flessibili”, adattabili…
Come vi sentireste se voi doveste fare trasloco e partire senza sapere esattamente dove andare? Immaginate di caricare tutte le vostre cose su un autocarro e l’autista vi chiede: “Allora, dove andiamo?” e voi rispondete: “Non ne ho idea! Lei parta, si metta in strada, e poi si vedrà… dove Dio ci condurrà ci fermeremo!”. Forse …ci prenderebbe per matti! Questa, però, è l’esperienza del protagonista del testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione, Abraamo, insieme ai suoi familiari. Il Nuovo Testamento commenta la sua esperienza in questo modo: “Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove anda-va. Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio” (Eb. 11:8-10).

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postato da: pcastellina alle ore 13/07/2006 18:12 | link | commenti (1)
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venerdì, 07 luglio 2006

Siete pronti a rispondere?

Siete pronti a rispondere?
Mia predicazione del 9.7.06

Dopo una conferenza in cui si invita a parlare “un esperto” su un tema particolare di comune interesse, il moderatore di solito chiede al pubblico: “Avete delle domande da porre?”. Magari subito nessuno osa essere il primo a fare delle domande, ma una volta “rotto il ghiaccio”, come si dice, il moderatore talvolta è costretto a mettere un limite alle domande del pubblico, se no …non si riuscirebbe più a finire la serata e si finirebbe a notte fonda, se l’argomento è particolarmente interessante. Il moderatore dice anche di solito: “Se qualcuno ha altre domande, ne parli dopo in privato con l’oratore”.

Quante domande “frullano nella nostra testa” su tanti e tanti argomenti! Oggi, attraverso l’internet è possibile trovare una risposta, o almeno, un tentativo di risposta, a qualsiasi tipo di domande. Esistono dei siti che sono vere e proprie enciclopedie su qualunque tipo di argomento. Basta scrivere quel che vi interessa e automaticamente si viene indirizzati alle fonti appropriate. Recentemente volevo sapere …come si cucinano gli asparagi e l’ho trovato subito! Tante cose non le so fare, ma voglio imparare e posso trovare oggi facilmente le istruzioni che mi servono attraverso questo strumento. Bisogna avere un certo senso di discernimento, ma fin ora non sono mai stato deluso.

Le questioni, ad esempio, di cucina e di giardinaggio sono importanti, ma esistono domande di fondo della vita, spesso angosciose, che turbano ed aggravano il nostro cuore. Spesso ci causano angoscia e depressione. Sono le “domande esistenziali” classiche del tipo: "Da dove sono venuto? Chi sono io? Perché sono qui? Qual è lo scopo della mia vita? Dove andrò dopo la morte?".

Sebbene molti siano scettici e ritengano che a queste e ad altre simili domande non esista risposta, io ho trovato risposte soddisfacenti nella Persona, insegnamento ed opera di Gesù Cristo com’è presentato e spiegato dalla Bibbia. Com’essa afferma: in Cristo “tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti” e in Lui possiamo essere “dotati di tutta la ricchezza della piena intelligenza per conoscere a fondo il mistero di Dio” (Cl. 2:3).

Tutti questi tesori di sapienza e di conoscenza sono il retaggio, “il buon deposito” (2 Ti. 1:14), che il popolo di Dio, la chiesa cristiana, custodisce attraverso i secoli. Dio provvidenzialmente fa in modo che sia conservato, nonostante gli attacchi che riceve costantemente alla sua integrità. Esso rimane a disposizione di tutti coloro che intendono trovare risposte affidabili non solo ai problemi esistenziali della vita, ma su tutto ciò che riguarda la fede cristiana.

Per ciascuno che chiede vi è allora la promessa di Gesù che dice: “Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa” (Lu. 11:9,10).

Ogni cristiano, così, ha la gioia ed il privilegio non solo di potersi avvalere di questi tesori di sapienza e di conoscenza, ma anche di utilizzarli per rispondere alle domande che altri costantemente ci pongono a proposito della nostra fede. Come cristiani, infatti, dobbiamo essere sempre disponibili e, ovviamente, informati adeguatamente ed istruiti, sul come rispondere alle domande, alle questioni, che ci vengono poste. A me questo succede costantemente, sia a voce che per iscritto, e quindi ho il dovere di dare delle risposte il più possibile soddisfacenti. Questo riguarda non solo me, come “esperto” nel campo, ma riguarda ogni cristiano.

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postato da: pcastellina alle ore 07/07/2006 17:45 | link | commenti
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