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Un tentativo di prendere sul serio la Parola di Dio oggi!

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venerdì, 26 gennaio 2007

I benefici effetti del sole

Introduzione alla predicazione del 28.1.07

"Vi manca la luce del sole? Procuratevi uno specchio!", così si intitolava una notizia curio­sa che qualche mese fa ha fatto il giro del mondo. L'articolo diceva:

"Immaginate di vivere in una incantevole valle circondata dalle montagne ma proprio per questo buia e fredda durante i mesi invernali, qual'è la cosa per cui paghereste oro? Naturalmente (a parte vivere in un altro posto) la luce del sole! E' quello che devono aver pensato i 185 abitanti di Viganella un piccolo paesino della val d'Ossola, che grazie alla caparbietà del loro sindaco, si sono battuti per la creazione (e soprattutto per trovare i 100.000 euro necessari) di uno specchio, con una particolare ingegnerizzazione, di circa 8x5m posizionato sul fianco di una delle montagne ed in grado di inseguire la luce solare grazie ad un sistema computerizzato e rifletterla sulla piazza, e non solo, del piccolo paesino al confine con la Svizzera. La struttura è stata azionata da una bambina davanti agli occhi increduli, ma mica tanto, degli abitanti e soprattutto alle telecamere di un centinaio di paesi, dalla Spagna al Medioriente".

Questa mi sembra un'immagine appropriata di ciò che la creatività e la determinazione umana può realizzare. Potrebbe, però, anche essere una parabola per illustrare il coraggio e la fede di quello che ancora oggi molti uomini e donne fanno, quando illuminano con la luce di Cristo l'oscurità morale e spirituale in cui si trovano. Nel primo caso citato, avevano, in qualche modo, "innalzato il sole", nel secondo caso è il Salvatore Gesù Cristo che viene innalzato. E' Gesù stesso, infatti, che dice: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv. 8:12). La Bibbia si riferisce pure a Dio come "il sole della giustizia". Il profeta Malachia, infatti, scrive: "Ma per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia, la guarigione sarà nelle sue ali; voi uscirete e salterete, come vitelli fatti uscire dalla stalla" (Ml. 4:2).

L'espressione "innalzare Gesù" non è soltanto un modo di dire, un modo per indicare ciò che fanno coloro che amano il Signore Gesù e confidano in Lui, Lo esaltano perché sono persuasi che com'è stato significativo per la loro vita, Egli possa esserlo anche per altri. Questo è esattamente ciò che disse Gesù stesso quando si stava avvicinando per Lui il giorno della Sua morte violenta sulla croce. Là, sulla collina del Calvario, Egli sarebbe stato letteralmente innalzato su una croce, e là inchiodato nudo, nella vergogna, affinché tutti Lo vedessero. E' quello che Gesù stesso aveva predetto e ciò che troviamo nel testo biblico di oggi. Quell'"innalzare Gesù", quel giorno, avrebbe causato repulsione e disprezzo da parte di molti che guardavano quell'orribile spettacolo. Molti sarebbero pure stati attratti da Lui comprendendo il significato di quella morte ed avrebbero riposto in Lui la loro fede. La loro vita sarebbe stata trasformata per sempre. E' esattamente quel che era successo all'ufficiale romano di servizio quel giorno al Calvario e ad altri con lui: "Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente, costui era Figlio di Dio»" (Mt. 27:54). Questo è ciò che pure accade oggi a molti quando guardano a Gesù, innalzato dalla predicazione dell'Evangelo.

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postato da: pcastellina alle ore 26/01/2007 16:16 | link | commenti
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venerdì, 19 gennaio 2007

Acqua, preziosa acqua

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma l'acqua è l'elemento più prezioso al mondo, più preziosa ancora del petrolio. Siamo preoccupati che nel futuro il petrolio sarà sempre meno disponibile e più caro. Dovremmo però preoccuparci ancora di più per l'acqua. Anche l'acqua sarà drammaticamente più scarsa e costosa.
Da noi prendiamo per scontato che, aprendo i rubinetti del bagno o della cucina, esca fuori acqua fresca e pulita, ma noi siamo dei privilegiati e non si sa fino a quando continuerà ad essere così. L'acqua è assolutamente essenziale per la vita umana e, se manca, sono grossi guai.

A differenza di altri beni di primaria importanza, come il petrolio, il rame o il grano, l'acqua non è sostituibile nella maggior parte dei suoi impieghi. A causa della crescita della popolazione mondiale e altri fattori, la disponibilità di acqua potabile per persona sta diminuendo.  Il problema delle riserve acquifere può essere risolto con un deciso aumento della produzione, una migliore distribuzione e un minore spreco. Per questo motivo, l'acqua è una risorsa strategica per molti paesi. Tanti stati sono stati coinvolti in una lunga successione di conflitti, armati e politici, per l'usufrutto d'acqua, per l'accesso alla stessa e tensioni governano alcuni rapporti diplomatici proprio per il controllo sulle riserve. L'acqua pulita è quotata come il petrolio del futuro. L'acqua dolce, ora più preziosa che mai per il suo uso estensivo in agricoltura, nelle manifatture ad alta tecnologia e per la produzione di energia idroelettrica, sta pian piano acquisendo l'attenzione della gente per una gestione più intelligente e un uso sostenibile.

Il nostro mondo, "il pianeta azzurro", gode di una grande massa d'acqua, ma è in gran parte salata.  L'acqua salata non è adatta a nessuna delle suddette applicazioni. Il sale elimina la fertilità dei terreni, impedendo successivi raccolti; incrosta le turbine e le pale di una centrale, e in generale i componenti meccanici di un'industria manifatturiera.  L'acqua dolce rappresenta solo il 2,5% del volume totale dell'acqua sulla Terra e oltre 2/3 dell'acqua dolce si trovano in ghiacciai, in particolare nell'Artide. Un ulteriore 30% si trova in riserve sotterranee e solo meno dell'1% dell'acqua dolce si trova in laghi, fiumi o bacini.
l World Water Development Report dell'UNESCO nel 2003 indica chiaramente che nei prossimi vent'anni la quantità d'acqua disponibile per ogni persona diminuirà del 30 %. Il 40 % della popolazione mondiale non può permettersi il lusso dell'acqua dolce per una minima igiene. Oltre 2,2 milioni di persone sono morte nel 2000 per malattie causate dall'acqua inquinata. Nel 2004 l'organizzazione di carità britannica "WaterAid" ha calcolato che un bambino muore ogni 15 secondi per via di malattie contratte dall'acqua facilmente prevenibili. Il problema è stato peraltro affrontato all'Earth Summit di Rio De Janeiro già nel 1992, che portò tra le altre cose, all'istituzione del giorno internazionale dell'acqua.

I governi di molti Paesi hanno programmato di distribuire l'acqua ai bisognosi gratuitamente. Altri sostengono che il meccanismo del mercato e della libera iniziativa privata sia di gran lunga più adeguato alla gestione di questa preziosa risorsa e al finanziamento per di pozzi o cisterne e dighe.

In evidenza nel testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione è l'acqua. L'acqua è considerata non solo come qualcosa di assolutamente essenziale alla vita umana, ma come simbolo di una realtà altrettanto essenziale per la vita umana.

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postato da: pcastellina alle ore 19/01/2007 13:56 | link | commenti
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giovedì, 11 gennaio 2007

Un mangione ed un beone?

Introduzione alla predicazione del 14.1.07

Mangiare e bere assieme, nella nostra cultura, sono importanti espressioni di gioiose celebrazioni. Mangiando e bevendo assieme, infatti, noi celebriamo una persona che ci è cara, il legame che ci unisce ad altri come famiglia od amici, oppure un avvenimento importante come, ad esempio, un matrimonio, un battesimo, o una laurea. Sono occasioni di festa e di gioia che spesso vengono accompagnate dalla musica. Ci si rallegra a Natale di preparare un grande pranzo o una grande cena, oppure si va tutti assieme al ristorante. Andare al ristorante può costare molto, ma quando si va si dice che l’occasione meriti la spesa.

D’altro canto ci sono occasioni in cui non ci va proprio di mangiare. Diciamo: “Non ho neanche voglia di mangiare” perché siamo afflitti, tormentati dalle preoccupazioni, oppure in lutto per la perdita di una persona cara.

La presenza di Gesù, per i Suoi discepoli, ma anche per tanta altra gente, era un’occasione di grande gioia che spesso si esprimeva nel mangiare e nel bere assieme. Molti erano onorati di avere Gesù in casa propria e gli stessi vangeli ci parlano di numerose occasioni in cui persone di ogni tipo lo invitavano a pranzo. Gesù accettava sempre anche se si trattava di persone di cattiva reputazione. Tant'è vero questo che alcuni persino lo accusavano dicendo: “Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori!” (Lu. 7:34).

Nel testo della Parola di Dio, sottoposto oggi alla nostra attenzione, vediamo proprio come alcuni fossero risentiti di questo “clima di festa” che circondava Gesù. Ecco quanto troviamo nel vangelo di Marco, capitolo 2, dal versetto 18 al 20.

"I discepoli di Giovanni e i farisei erano soliti digiunare. Alcuni andarono da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano e i tuoi discepoli non digiunano?» Gesù disse loro: «Possono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? Finché hanno con sé lo sposo, non possono digiunare. Ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto; e allora, in quei giorni, digiuneranno" (Mr. 2:18-20).

L’accusa che rivolgevano a Gesù, in pratica, era questa: non “sta bene” che un movimento religioso, come indubbiamente lo è quello di Gesù, sia impostato a tanta festa… Essi presupponevano, infatti, che la “vera religione” dovesse essere fatta di cose come; la mortificazione della carne, le flagellazioni, il digiuno, le “facce lunghe” e tristi… Non era questo, però, e non lo poteva essere, “lo stile” del movimento di Gesù.

Analizziamo, allora, i termini della questione come li troviamo in questo testo cercando di scoprire come vera gioia debba continuare a caratterizzare anche oggi chi vive la fede in Cristo.

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postato da: pcastellina alle ore 11/01/2007 21:40 | link | commenti
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venerdì, 05 gennaio 2007

La predicazione: un dito puntato verso Cristo

Introduzione alla predicazione del 7.1.2007

I mercati sono sempre stati – anche per chi non ha molti soldi da spendere – dei luoghi affascinanti. Sono luoghi di incontro e di intrattenimento ed ancora oggi non solo quelli tradizionali nelle piazze dei paesi, ma anche i grandi centri commerciali sono posti indubbiamente attraenti (almeno così è per me). C’è la vita che pulsa, voci, suoni, colori, grandi quantità di prodotti diversi, ristoranti, divertimenti… Anticamente ai margini dei mercati vivevano mendicanti, indovini, giocatori d’azzardo, truffatori e ciarlatani, e spesso è così ancora oggi. C’è chi grida dai banchi esaltando i loro prodotti attirando l’attenzione della gente. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Visto che sempre più spesso questi luoghi sono aperti anche la domenica, dato che sono così popolari, c’è chi ha pensato pure, facendo buon viso a cattivo gioco, di trasferire le chiese all’interno degli stessi centri commerciali per poter raggiungere meglio la gente per la quale la domenica non è più “il giorno in cui si va in chiesa”. All’interno di questi centri commerciali, così, dei cartelli illuminati, non tanto diversi da altri che pubblicizzano dei prodotti, indicano la via per raggiungere il locale dove un predicatore dell’Evangelo presenta il messaggio di Cristo, l’unico che possa veramente soddisfare i bisogni profondi di una persona. Tutto questo vuol dire forse profanare il messaggio cristiano confondendolo con tanti altri? Non necessariamente. Bisogna trovare il modo per far giungere alla gente questo messaggio e nel modo più efficace, anche se, evidentemente, senza stravolgerlo o alienarlo.

Il prototipo del predicatore cristiano, che indica la via che porta alla salvezza in Cristo, era lo stesso precursore di Cristo, Giovanni Battista. Lo ritroviamo nel testo biblico indicato per la nostra riflessione di oggi. Questo testo è illuminante sul carattere che deve avere l’annuncio dell’Evangelo e sul suo stesso contenuto. Lo leggiamo come lo troviamo nel vangelo secondo Giovanni, al capitolo primo, dal versetto 29 al 34.

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postato da: pcastellina alle ore 05/01/2007 17:01 | link | commenti
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