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venerdì, 23 febbraio 2007

Non tutto il male vien per nuocere, grazie a Dio...

Introduzione della predicazione del 25.2.07

peterdeniesCi sono cose nella vita che ci possono capitare, che certamente non sono buone. Potrebbero essere incidenti, situazioni spiacevoli che ci cascano addosso per colpa di altri, oppure gravi errori che noi stessi abbiamo fatto causati dalla nostra debolezza di carattere o negligenza. Quando queste cose negative ci accadono, è giustificabile lamentarci di esse, essere abbattuti, amareggiati, feriti, depressi… Dopo un po’ di tempo, però, potremmo giungere a renderci conto che quanto ci è accaduto sia stato, dopo tutto, provvidenziale e lo vediamo trasformarsi per noi in un bene.  Attraverso queste cattive esperienze abbiamo imparato cose importanti, siamo diventati più forti o più attenti, considerati. Anche se è difficile generalizzare, questo principio è ben radicato nell'insegnamento biblico. Spesso, infatti, come credenti, ci si rende conto di come Dio abbia usato, o almeno permesso, avvenimenti sicuramente negativi nella nostra vita per il nostro bene ultimo. L'apostolo Paolo scrive: "Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli" (Ro. 8:28,29).

Di tutto questo abbiamo un esempio, fra i diversi che troviamo nella Bibbia, in quello che era capitato a Pietro, uno dei più importanti discepoli di Gesù. Egli amava Gesù, era certamente stato chiamato secondo l'eterno disegno di Dio, predestinato ad essere conforme all'immagine di Cristo. Un giorno, però, giunge fino al punto di negare pubblicamente ed a viva voce di essere un discepolo di Gesù, e persino, per ben tre volte, di conoscerlo! Era la cosa peggiore che avesse potuto capitargli, qualcosa che aveva considerato persino impensabile, impossibile. Avrebbe potuto capitare ad altri, ma certamente a lui no! Così pensava. Pietro, infatti, era sempre stato un forte e coraggioso discepolo di Gesù, l'esempio stesso di che cosa significa essere un uomo di fede ed un cristiano! Rinnegare la propria fede nel suo Signore e Salvatore era certamente cosa vergognosa e riprovevole da farsi, cosa che gli avrebbe causato amarezza e dolore. Quando, però, da questo egli sinceramente si ravvede e chiede e riceve da Gesù il Suo perdono, ecco che questa sua esperienza lo rende un credente più forte, in grado di rafforzare a sua volta i suoi fratelli e sorelle in fede. Gesù aveva predetto il rinnegamento di Pietro. Questo addirittura aggrava il suo caso perché pure essendone stato avvertito, non crede che avrebbe potuto succedere.

Oggi leggiamo il testo biblico in cui Gesù predice il rinnegamento di Pietro. Come ogni altro testo della Bibbia, anche questo è stato scritto per noi. Un brano come questo certamente non è inteso per portarci a giustificare o a trattare con "maggiore tolleranza" il male, le nostre cattive scelte oppure la nostra negligenza, e tanto meno ad affermare che Dio ci induca a fare ciò che è male per nostro beneficio. Lungi da noi il solo pensarlo. Queste cose sono spesso un mistero che non possiamo mai intendere completamente. Ciononostante, Dio fa sì che persino gli avvenimenti negativi cooperino "al bene di coloro che amano Dio". Leggiamo, allora, ciò che troviamo nel vangelo secondo Luca, al capitolo 22, dal versetto 31 al 34.

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postato da: pcastellina alle ore 23/02/2007 21:43 | link | commenti
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venerdì, 16 febbraio 2007

Ricuperare la pienezza del potenziale umano

Helping HandRiassunto della predicazione del 18.2.07


A tutt'oggi milioni di persone in tutto il mondo sono disabili. I loro diritti sono spesso calpestati e le loro necessità disattese. Recentemente le Nazioni Unite hanno approvato una Carta dei Diritti delle Persone Disabili. Il Signore e Salvatore Gesù Cristo insegna ai Suoi discepoli di prendersi amorevole e diligente cura di tutte le persone disabili, malate e in qualche modo invalide.

Nel testo biblico di oggi vediamo come Gesù si prenda cura di un mendicante cieco che aveva invocato il Suo aiuto. Il testo inizia, però, rilevando come i discepoli di Gesù, nonostante il tempo passato con Lui, ancora non comprendessero il senso della Sua missione, della Sua vita, morte e risurrezione. L'avrebbero gradualmente inteso allorché lo Spirito Santo avrebbe operato su di loro illuminando la loro mente ed il loro cuore.

L'umanità è afflitta da una disabilità di fondo, una disabilità spirituale ad intendere le cose di Dio. Vive così al di sotto delle sue potenzialità e soffre di innumerevoli mali. Con Gesù, però, la mente ed il cuore si apre, si rigenera e si illumina. Nell'episodio della guarigione del mendicante cieco vediamo una folla di "supporter" di Gesù che lo accompagnano entusiasti (ma senza comprendere veramente) verso Gerusalemme. Sembra che non importi loro del grido dei poveri e degli afflitti che incontrano sulla via. Vorrebbero che tacessero e che stessero nascosti. Gesù, però, si accorge di loro. "Ferma il corteo". Costringe loro a portargli quel povero che dimostrava ben maggiore comprensione di spirituale di loro. Era cieco, ma "vedeva" chiaramente chi è Gesù. Gesù lo porta ad esprimere il suo bisogno (a che tutti lo sentano) e, per la sua fede lo guarisce, insegnando, indubbiamente lezioni importanti a quella gente e a noi. La nostra "invalidità spirituale" (più grave ancora di quelle fisiche) può guarire affidandoci a Lui.

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postato da: pcastellina alle ore 16/02/2007 17:14 | link | commenti
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giovedì, 08 febbraio 2007

Previsione di pioggia e neve

Introduzione alla predicazione del 11.2.07

Oggi si parla molto, giustamente e con preoccupazione del "surriscaldamento globale" del nostro pianeta per descrivere l'aumento nel tempo della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani. Gli scienziati hanno dimostrato che questo surriscaldamento è dovuto in gran parte all'attività umana, corresponsabile nel mondo del cosiddetto "effetto serra" a causa dell'enorme produzione di anidride carbonica. La concentrazione nell'atmosfera di anidride carbonica è attualmente di circa 380 parti per milione e aumenta di circa 2 parti per milione all'anno.

Secondo dei modelli climatici accreditati, la temperatura aumenterà tra 1,4 °C e 5,8 °C nel periodo compreso tra il 1990 e il 2100. Si pensa che ciò possa provocare altri mutamenti del clima, tra cui un aumento, già in corso, del livello del mare, sia a causa dell'espansione termica che dello scioglimento dei ghiacci continentali e dei ghiacciai montani (sui ghiacciai delle Alpi il limite delle nevi persistenti si alza di anno in anno).

L'acqua liberata nei mari e da qui in atmosfera, oltre ad innescare un pericoloso circolo vizioso (il vapore acqueo è il maggiore gas serra) sta modificando la salinità del mare la quantità e la qualità delle precipitazioni. Dal 1970 ad oggi il numero e l'intensità dei cicloni tropicali è aumentata considerevolmente. L'aumento delle precipitazioni sta causando in Antartide un aumento degli spessori dei ghiacci, ma contemporaneamente si sta assistendo allo scioglimento della calotta Artica e dei ghiacciai della Groenlandia.

Complessivamente si è giunti a rilevare che il bilancio complessivo delle superfici ghiacciate del Pianeta è negativo. Nel 1996 si è calcolato uno scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia per 90 chilometri cubici all'anno. Nel 2005 si è arrivati a 220 chilometri cubici all'anno. Tali cambiamenti possono aumentare gli eventi estremi quali alluvioni, siccità, ondate di calore, riduzione dei rendimenti agricoli o causare estinzioni biologiche. Le maggiori temperature hanno contribuito alla comparsa di specie (ad esempio la zanzara tigre o numerosi pesci) e malattie tropicali nel bacino del Mar Mediterraneo.

Abbiamo dunque la responsabilità di operare affinché i cicli naturali del mondo non siano rovinati del tutto, pregiudicando così la vita nostra e delle future generazioni. Con le nostre abitudini di vita stiamo, infatti, sconvolgendo tutti i cicli naturali di questo mondo e letteralmente ci stiamo "togliendo la terra di sotto i piedi". Pioggia e neve da benedizione, diventeranno ben presto, per tutti noi, una maledizione.

Pioggia e neve, però, nel nostro mondo, sono sommamente salutari e, nel giusto equilibrio, garantiscono la nostra vita. Questo è stato disposto provvidenzialmente da Dio, quando ha creato questo mondo ed ha posto su di esso le creature umane affinché ci vivessero e prosperassero responsabilmente.

Il carattere buono e provvidenziale della pioggia e della neve ci viene presentato dal testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione come illustrazione del carattere buono e provvidenziale di un altro tipo di "acqua". Ascoltiamo il testo come lo troviamo nel capitolo 55 del libro del profeta Isaia, i versetti 10 e 11.

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postato da: pcastellina alle ore 08/02/2007 19:46 | link | commenti
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