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venerdì, 30 marzo 2007

Una scuola che non vorresti finire mai!

Introduzione alla mia predicazione del 1.4.2007

A che cosa serve andare a scuola? Qualcuno direbbe, criticando la scarsa qualità delle istituzioni educative di cui ha fatto esperienza, che andare a scuola sia in gran parte "una perdita di tempo". Potrebbe anche essere, ma "andare a scuola", a qualunque età, è importante, perché è l'opportunità che ci è data di imparare quelle nozioni che ci servono per la vita.

Certo, si può criticare la scuola in molti modi, ma "andare a scuola" rimane importante, insostituibile. Certo, quanto si impara a scuola non basta, è necessaria pure l'esperienza. "Andare a scuola", però, ci permette di apprendere quelle conoscenze, di conoscere quanto ci serve per svolgere una professione e per rapportarci in modo costruttivo con la società in cui viviamo, per il nostro e l'altrui bene. Conoscere vuol dire vivere, conoscere e sapere avvalerci delle risorse necessarie per poter vivere.

Andare a scuola, però, non ha soltanto un valore utilitaristico, non è solo funzionale al nostro "tornaconto".

Mario Lodi, maestro, scrittore e pedagogista italiano, disse: "Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l’educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi".

Mario Lodi mette in evidenza come andare a scuola non sia solo acquisire delle conoscenze in vista di una professione che ci permetta di vivere, ma l'opportunità di educare, di formare la nostra personalità nel meglio delle qualità umane.

Conoscere è vivere al meglio delle nostre umane potenzialità.

Gesù di Nazareth, che i cristiani riconoscono come il Maestro per eccellenza, aveva raccolto intorno a Sé uomini e donne come Suoi discepoli, persone, cioè, che Lo seguivano con fiducia per imparare da Lui.

E' ancora così oggi. Sono molti che ancora oggi seguono Gesù come Suoi discepoli imparando da Lui e considerando la conoscenza che Egli impartisce come essenziale per la loro vita.

Io stesso mi considero discepolo di Gesù. "Vado alla Sua scuola" e ci vado con piacere. [Parlo ora in prima persona, faccio riferimento alla mia esperienza, ma sono sicuro che molti si possono identificare in quanto dico]. La scuola di Gesù non è affatto noiosa e sono contento di sapere che non finisce mai, perché c'è sempre da imparare da Gesù. Non basterebbe, infatti, nemmeno una lunga vita, per imparare ciò che Gesù ci può insegnare. Infatti, la Bibbia dice che in Lui: "tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti" (Cl. 2:3).

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postato da: pcastellina alle ore 30/03/2007 17:12 | link | commenti (1)
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giovedì, 22 marzo 2007

“La situazione” è sotto il pieno controllo di Dio?

Introduzione alla mia predicazione del 25.3.2007

Scrivendo in concomitanza con i disastri planetari della prima e della seconda guerra mondiale, il teologo Arthur Pink, nell’introduzione del suo libro: “La sovranità di Dio”, si chiede per ben cinque volte: “Chi è che oggi sta regolando gli affari sulla terra: Dio o il Diavolo?”.

Egli scrive: “Che Dio regni supremo in cielo, generalmente lo si è pronti oggi a concedere; che Egli regni supremo sui fatti del mondo è quasi universalmente negato – se non direttamente, almeno indirettamente. Sempre di più sono, infatti, coloro che filosofeggiano e teorizzano relegando Dio nel retroscena”. Nella migliore delle ipotesi, infatti, si concepisce un Dio lontano e disinteressato agli affari del mondo, lasciato in balìa delle “leggi naturali”, delle decisioni umane, condizionato semmai unicamente da una divinità malvagia votata a distruggere tutto e tutti.

Egli dice ancora: “Chi è che, allora, sta oggi regolando gli affari sulla terra: Dio o il Diavolo? Provate a considerare in modo serio e panoramico la situazione del mondo. Che scena di caos e di confusione si presenta oggi ai nostri occhi! Il peccato è dilagante, abbonda l’illegalità, uomini malvagi ed impostori "stanno andando di male in peggio". Oggi tutto sembra andare a rotoli”. Poi aggiunge: “Limitiamo però la nostra attenzione al panorama religioso. Dopo secoli di predicazione cristiana, Cristo è ancora "disprezzato ed abbandonato dagli uomini". Peggio ancora, Egli (il Cristo della Scrittura) è proclamato e magnificato solo da pochi. Nonostante frenetici sforzi per attirare le folle, la maggior parte delle chiese si svuota, non si riempiono (…). Molti sono quelli che proclamano il fallimento del cristianesimo e la disperazione compare su molti volti. Non sono pochi quelli del popolo di Dio che sono sconcertati, e la loro fede è provata duramente”.

Arthur Pink scrive ancora: “Chi sta regolando oggi gli affari del mondo – Dio oppure Satana? Che impressione ricevono quelli che – del mondo – capita d’essere presenti ad un culto evangelico? Che idea si fanno che odono quei predicatori che persino affermano di essere "ortodossi"? Non è forse vero che i cristiani credono in un Dio deluso? (…), chiunque sia uditore attento e serio è costretto a concluderne che questi faccia professione di credere in un Dio pieno di buone intenzioni, ma del tutto incapace di realizzarle; uno che pure è sinceramente desideroso di benedire gli uomini, ma che essi non glielo permettono? Allora, l’uditore medio non dovrebbe dedurne che è Satana ad averne avuta la meglio e che Dio debba piuttosto essere oggetto di compassione più che di rimprovero?”.

La descrizione che fa della situazione (non diversa oggi dal tempo in cui scrive), continua presentando poi le argomentazioni del suo libro sulla piena sovranità di Dio su questo mondo, e dimostrando come, se guardiamo tutto dalla prospettiva che Dio ha rivelato nella Bibbia, possiamo continuare a dire ed osare affermare che Dio rimane in controllo della situazione, nonostante tutto, anzi, proprio per quello che succede!

Il testo delle Sacre Scritture scelto oggi per la nostra riflessione è forse uno fra gli esempi più forti del fatto che, anche nei momenti più difficili della vita, Dio rimane in pieno controllo della situazione, non Satana e neanche, alla fin fine, le nostre rovinose scelte, per quanto possiamo affermare con arroganza di farlo.

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postato da: pcastellina alle ore 22/03/2007 23:20 | link | commenti
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venerdì, 02 marzo 2007

Un'identità negata e riaffermata

Introduzione della predicazione del 4.3.07

Sembra che nei mass-media (stampa, radio, televisione, cinema, teatro, letteratura ecc.) sia diventato oggi, per così dire, di moda oggi, cogliere ogni opportunità per attaccare e diffamare i cristiani e le chiese. La ragione di tutto questo è che la gente, generalmente parlando, sembra essere contenta quando i media fanno proprio questo. Molti, infatti, ridono ed applaudono di tutto cuore quando sentono contestare e mettere in ridicolo la religione tradizionale. Per compiacere ed attirare, quindi il pubblico, e per vendere prodotti vari, i mass-media sono pronti a raccogliere, ingrandire e diffondere su ampia scala tutto ciò che può essere sfruttato per questo scopo. Certamente vi è, nella maggior parte delle persone secolarizzate, il desiderio di rompere i loro legami con la religione tradizionale, le credenze e la morale cristiana in particolare, per poter godere senza remore, così dicono, (senza che la loro coscienza, cioè, li metta in crisi), la “libertà” offerta dal mondo moderno. Questo fenomeno, però, è un circolo vizioso, anzi, una spirale che si allarga sempre di più. I mass-media offrono materiale immorale o attacchi contro la religione. A sua volta questo promuove e crea maggiore irreligiosità e maggiore immoralità. Quando i cristiani cercano di opporsi a questo imbarbarimento, essi vengono ulteriormente, dagli stessi media, messi in ridicolo come dei bigotti ed offerti al pubblico ludibrio. Questa loro reazione, così, viene rivolta contro di loro ed ulteriormente sfruttata, e quindi la loro reazione è vanificata.

I media oggi, però, non sembrano essere ancora soddisfatti di tutto questo. Non solo chiese e cristiani vengono attaccati per un motivo o per un altro, ma sempre di più sembra di assistere oggi ad un complotto per smantellare e di negare le basi stesse della fede cristiana. Hanno infatti oggi molto successo libri e film che risuscitano polemiche anti cristiane vecchie di secoli e racconti di fantasia che cercano di discreditare la credibilità stessa della Bibbia e la sua formazione. Rifiutano la storicità dei vangeli e dicono persino che la persona di Gesù, come noi la conosciamo, non sarebbe che un’astuta invenzione di gruppi di potere che così sfrutterebbero la religione per servire i loro sporchi interessi; che la divinità di Gesù e quel che ne consegue, non sia che tutta una montatura. La cosa più sorprendente è che alcuni scrittori moderni dicono espressamente che i racconti che hanno scritto su questo argomento sono di fatto prodotti della loro fantasia, fatti solo “per intrattenere” eppure molti loro lettori, ciononostante, affermano: “…ci deve essere sicuramente in tutto questo una qualche parte di verità…”.

Nell’atmosfera contemporanea, così, pervasa com’è da inganni, bugie e sospetti, è comprensibile che la persona media si senta molto confusa. Da una parte la predicazione cristiana tradizionale, dall’altra le voci sempre più numerose e prevalenti che la contraddicono, la combattono e la ridicolizzano. Il meno che può fare, allora, è “sospendere ogni giudizio”, accettare una sorta di agnosticismo disimpegnato e “stare lontano il più possibile” dalle “questioni religiose”, sicuri che vi siano "cose più importanti da fare". E’ forse questa la vittoria finale della secolare opposizione alla fede Cristiana che ora rende praticamente impossibile comunicare e far accogliere alla generazione d’oggi l’Evangelo biblico? Sembra proprio così, se a questo associamo anche la presenza di molte versioni divergenti di cristianesimo che aggiungono solo confusione a confusione.

Mentre gli scrittori più popolari oggi parlano del complotto della “chiesa” per sopprimere la “verità autentica” su Gesù, i cristiani impegnati sanno che è proprio il contrario ad essere vero da sempre. La cospirazione per sopprimere la verità su Gesù (proclamata nella Bibbia da profeti ed apostoli), e stata orchestrate da colui che sin dal principio si è votato alla soppressione di Cristo, il suo nemico numero uno, cioè Satana.

E’ la Bibbia stessa, infatti che predice ciò che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi. L’apostolo Giovanni scrive: “Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo; perciò parlano come chi è del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio; chi conosce Dio ascolta noi, chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore” (1 Gv. 4:1-6).

In questo testo la questione centrale, il cardine, sul quale ancora oggi gira ogni cosa rimane sempre lo stesso: la questione dell’identità di Gesù e le sue conseguenze. Il testo che vi ho citato, infatti, ci dà un metro, un criterio per giudicare ciò che vediamo a livello spirituale: “Ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo”.

Non importa, quindi, ciò che ci dice il mondo, non importa quale aspetto prenda la situazione in cui viviamo, il cristiano deve continuare ad aderire strettamente e, direi, ostinatamente, alla confessione biblica di fede: Gesù è il Cristo, il Messia, il Salvatore del mondo, Dio con noi, e il nostro Signore. E’ questo a cui dobbiamo testimoniare con tutto noi stessi, in fatti e parole. Gesù stesso, infatti, disse: “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato” (Marco 13:13).

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postato da: pcastellina alle ore 02/03/2007 16:47 | link | commenti (2)
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