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Tante volte non ce ne rendiamo conto, ma le nostre parole, ciò che diciamo, possono essere molto potenti: possono fare del bene e molto spesso fanno del male. Con le nostre parole noi possiamo incoraggiare, ma anche umiliare. Con le nostre parole possiamo riconciliare, mettere pace, ma anche dividere e creare guerra. Con le nostre parole possiamo guarire quando esprimono amore autentico, ma anche offendere, ferire, distruggere una persona...
Quanto possono condizionare negativamente, per esempio, le parole non appropriate (del tipo “Sei un asino!” o peggio) di un maestro insensibile e disavveduto rivolte ad uno scolaro particolarmente debole o problematico: possono pregiudicare tutto il suo successo scolastico, determinare in negativo l'intera sua vita.
Conosco un uomo che non ha mai dimenticato le parole che, da bambino, una volta gli aveva detto uno zio irresponsabile: “Tu non vali nulla e non combinerai mai nulla di buono nella vita”. Queste parole lo hanno sempre condizionato rendendolo una persona insicura, paurosa, con scarsa fiducia in sé stesso. Le risorse e le capacità di quel bambino erano forse limitate, ma doveva essere incoraggiato, istruito, amato, seguito in modo particolare, forse più di altri. Non doveva essere sempre rimproverato per un nonnulla e si sarebbe sviluppato normalmente.
Sono solo parole... sì, ma possono tanto edificare quanto distruggere, possono benedire, ma anche maledire. Siamo consapevoli delle conseguenze che possono avere le nostre parole?
E' questo il senso ultimo di quanto la Bibbia dice a proposito del concetto di benedizione e di maledizione.
Al riguardo ci mette in guardia l’apostolo Giacomo quando scrive: “Noi mettiamo il morso alla bocca dei cavalli per fare in modo che ci ubbidiscano, ed è così che possiamo dominare tutto il loro corpo. Guardate le navi: anche se grandi e spinte da un vento molto forte, per mezzo di un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è una piccola parte del corpo, ma può vantarsi di grosse imprese. Un focherello può incendiare una grande foresta. La lingua è come un fuoco. È come una cosa malvagia messa dentro di noi, e che porta il contagio in tutto il corpo. Essa infiamma tutta la vita con un fuoco che viene dall’inferno. L’uomo è capace di domare gli animali di ogni specie: bestie selvatiche, uccelli, rettili, pesci, ...; e di fatto li ha domati. La lingua, invece, nessuno è capace di domarla. Essa è cattiva, sempre in movimento, piena di veleno mortale. Noi usiamo la lingua per lodare il Signore che è nostro Padre, ma anche per maledire gli uomini che Dio ha fatto simili a sé. Dalla stessa bocca escono parole di preghiera e parole di maledizione. Fratelli, questo non deve avvenire” (Gm. 3:3-10 TILC).
La Parola di Dio al riguardo, dunque, è chiara: “benedite e non maledite” (Ro. 12:14).
Il testo della Parola di Dio sottoposto oggi alla nostra attenzione è una benedizione, anzi, forse la più famosa benedizione della Bibbia, quella che ancora oggi sia ebrei che cristiani utilizzano nel culto e in diverse altre occasioni. E' la benedizione che Dio comanda ad Aronne ed i suoi figli, cioè ai sacerdoti di Israele, di impartire al popolo. Leggiamola come si trova nel libro dei Numeri, al capitolo 6, dal versetto 22 al 27.| pr070527_.mp3 |
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Dall'introduzione alla mia predicazione del 27/5/07
Una delle più grandi invenzioni che hanno dato l'avvio al mondo moderno è quella della produzione e conservazione dell'energia elettrica attraverso una batteria. Nel 1800 come risultato di un disaccordo professionale con Luigi Galvani, Alessandro Volta sviluppa per la prima volta la cosiddetta “pila voltaica”, un predecessore della batteria elettrica, che produceva una corrente elettrica costante. Da allora “la pila” è elemento indispensabile per la produzione di luce, calore ed energia per innumerevoli ed utili apparecchi. Ricordate una pubblicità che mostra una corsa fra coniglietti meccanici potenziati da pile? Tutti partono bene, ma gran parte di essi rallenta e si ferma lungo il percorso. Solo uno di questi coniglietti meccanici arriva trionfante al traguardo perché porta in sé una pila a lunga conservazione di energia non so più di quale marca... L'energia non è solo indispensabile per le nostre macchine, ma a noi stessi per compiere un qualsiasi lavoro. Quante volte “ci manca l'energia” e il nostro lavoro è rallentato ed inefficace!
L'energia morale e spirituale per compiere al meglio tutto ciò che è buono e giusto ce la può fornire soltanto Dio. Le Sacre Scritture lo chiamano “il dono dello Spirito Santo”. E' lo stesso Spirito che dà vita alla prima creatura umana: “Allora l'Eterno Dio formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente” (Ge. 2:7). E' lo Spirito che ispira e rafforza uomini e donne di ogni tempo e paese a compiere grandi imprese di progresso umano e spirituale.
Lo Spirito Santo è Colui che animava il personaggio biblico di Mosè e senza il quale egli mai avrebbe potuto compiere le imprese di liberazione e di guida di cui la Bibbia ci parla e che ancora noi oggi celebriamo. E' di lui, dei suoi collaboratori e della potenza che li animava ciò di cui ci parla il testo biblico di oggi.
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Verso quale obiettivo si sta muovendo l'umanità nel corso della sua lunga storia? Ciascuno potrebbe rispondere a questa domanda in modo diverso sulla base dei propri presupposti filosofici.
Qualcuno direbbe: (1) “Da nessuna parte”, considerando come tutto si muova in modo casuale ed accidentale; (2) “La storia gira a vuoto su sé stessa”, immaginandola come un ciclo infinito di corsi e ricorsi; (3) “Verso la catastrofe finale”, sulla base della propria visione pessimista della vita; (4) “In evoluzione verso un progresso sempre più grande”, sulla base dell'ideologia evoluzionista ottimista; oppure: (5) “verso il comunismo e la 'dittatura del proletariato', culmine di successive lotte di liberazione da oppressioni di vario tipo”. (6) Ho sentito persino qualcuno affermare che l'umanità non sia che il frutto di un esperimento scientifico di esseri extraterrestri che ci stanno osservando e trattandoci come cavie da laboratorio per vedere come ci comportiamo e verso dove ci muoviamo! Ci possono essere altre “variazioni sul tema” che combinano elementi di queste prospettive.
Qual è la vostra posizione al riguardo? Verso quale obiettivo si sta muovendo l'umanità nel corso della sua lunga storia? E' importante dare una risposta a questa domanda, non potete ignorarla, perché da essa dipende il senso che date alla vostra vita.
E' persuasione dei cristiani fedeli al messaggio della Bibbia, però, che la storia dell'umanità si stia muovendo verso l'obiettivo che Dio si è proposto con l'umanità, prima della creazione e che questo ci sia stato rivelato nelle Sacre Scritture. E' loro persuasione, inoltre, che lo Spirito di Dio sta costantemente operando nel mondo per realizzare questo obiettivo finale. Io credo che questa sia la risposta giusta alla nostra domanda iniziale e questa io intendo far conoscere, apprezzare ed accogliere. Sono cristiano e intendo essere fedele e coerente con questa linea!
Con il linguaggio che gli è proprio, l'epistola agli Efesini così esprime quale sia l'obiettivo finale che Dio si è proposto con la storia umana. L'Apostolo scrive: Dio... “ci ha dato la piena sapienza e la piena intelligenza: ci ha fatto conoscere il segreto della sua volontà: quello che fin da principio generosamente aveva deciso di realizzare per mezzo di Cristo. Così Dio conduce la storia al suo compimento: riunisce tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra sotto un unico capo, Cristo” (Ef. 1:8-10 TILC). Gesù, il Cristo, è la primizia della nuova creazione verso la quale tutto si sta muovendo, tanto che essere in comunione con Lui e seguirlo come Suoi discepoli significa essere consapevolmente coinvolti nell'opera dello Spirito di Dio.
Sì, nella prospettiva biblica i progetti di Dio per questo mondo “girano tutti attorno a Cristo”, ciò che Egli era, è e sarà, ciò che Egli compie e rappresenta. Ecco perché essere in comunione con Gesù, il Cristo, è importante: vuol dire dare alla nostra vita senso e prospettiva eterna, “realizzare” la nostra vita, darle “spessore”, profondità, estensione multidimensionale!
Lo Spirito di Dio si muove, “soffia”, dunque, sta operando attivamente in questo mondo per realizzare i propositi ultimi di Dio in ogni cosa e, ciò che è più importante sottolineare, lo Spirito di Dio è e rimane “al servizio di Cristo”, è legato a Lui, è in funzione di Lui. Gesù diceva, infatti, ai Suoi discepoli: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutte le cose che il Padre ha sono mie, per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà” (Gv. 16:13-15). Continua quiRammentate una vecchia canzone di Adriano Celentano dal titolo: “Pregherò per te”?
Dice fra l'altro: “Pregherò per te che hai la notte nel cuore e se tu lo vorrai, crederai. Io lo so perché, tu la fede non hai ma se tu lo vorrai, crederai. Non devi odiare il sole perché, tu non puoi vederlo ma c'è, ora splende su di noi, su di noi. Dal castello ode il silenzio e lui vede anche te e già sento che anche tu lo vedrai”.
Certo, la fede la fede è un dono di Dio. Non basta voler credere per credere. Il cristiano, infatti, anche prega per l'incredulo affinché egli si veda illuminare “la notte che ha nel cuore” e riceva questo dono, anzi, egli prega affinché l'incredulo implori Dio di ricevere questo dono, essenziale per la vita.
Pregare... La preghiera è uno dei più straordinari privilegi di cui possa godere la creatura umana. Gesù ci riconcilia con Dio, fa sì che fra noi e Dio si ristabilisca comunione e ci incoraggia a dialogare con Lui. Sì, la preghiera è essenzialmente dialogo, il dialogo del credente che spontaneamente si rapporta con Colui che impara a conoscere attraverso la Sua Parola. Ecco così che il cristiano, attraverso la preghiera, trova in Dio l'amico, anzi, il Padre, che si fa carico di tutta la sua vita, lo accompagna, lo guida, lo consiglia, a lui provvede.
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