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C'è sempre gente che vuole apparire più intelligente, più saggia, “con maggiore esperienza” di quanto lo sia tu. Ti vuole dare “buoni consigli” e ti vuole scoraggiare dall'intraprendere qualche progetto o realizzare qualche nuova idea. Certo, in qualche caso potrebbero avere ragione e certamente bisogna dare ascolto ai consigli di persone sagge, verificando attentamente la fattibilità pratica di ciò che vogliano intraprendere, soppesando i pro ed i contro. Spesso, però, “la sfera del possibile” è più vasta di ciò che possiamo pensare. Pregiudizio e miopia spesso possono ostacolare il progresso. Le usanze possono essere sfidate. La tradizione non è sempre l'ultima parola sulle cose. “Ciò che si è sempre fatto” si può fare in un altro modo. La nostra conoscenza è limitata e saggi sono coloro che lo riconoscono. Chi coltiva delle “visioni” ha spesso ragione e certi “sogni” si realizzano.
C'era un tempo in cui si considerava del tutto impossibile e pura follia l'idea stessa che noi potessimo volare, ma coloro che avevano inventato “macchine volanti” avevano ragione. Oggi possiamo coprire lunghe distanze in breve tempo volando: è qualcosa che solo cento anni fa era ritenuto impossibile. Pensate, per esempio, al fatto che 30 anni fa, l'idea stessa che un personal computer, di formato ridotto, potesse trovarsi praticamente in ogni casa, sarebbe stato considerato ridicolo, perché si riteneva che i computer (di grandi dimensioni) fossero cosa che riguardasse solo le industrie. Di fatti, la proposta fatta originalmente dal giovane Bill Gates negli anni 1970 di produrre microcomputer casalinghi era considerata pazzesca ed impossibile. “Non ritengo che questa proposta sia significativa”, aveva detto il presidente della IBM a Bill Gates quando questi gli aveva presentato così i suoi progetti chiedendo finanziamenti. Bill Gates, però, aveva persistito in questa sua visione e la sua idea e prodotti ottengono un grande successo. Trova i necessari finanziamenti, produce i primi personal computer e questo lo porta, gradualmente, a diventare l'uomo più ricco del mondo lasciando con un palmo di naso, come si dice, l'IBM che aveva avuto la vista corta! Esempi di questo genere, in ogni campo, possono essere moltiplicati fin che se ne vuole.
Una delle obiezioni più comuni che si sentono quando si presenta alla gente l'insegnamento di Gesù, è: “Sarebbe bello che fosse così, ma è impossibile da realizzare. È idealistico. Non può essere messo in pratica. Siamo realisti!”.
La gente “con i piedi per terra” sembra sempre criticare i cristiani bene intenzionati dicendo che le loro idee sono solo da confinare al mondo dei sogni... Quando i cristiani parlano della potenza di Dio a trasformare intere vite, quel che Gesù può ancora fare per trasformare completamente persone e situazioni altrimenti considerate “senza speranza”, tutto questo è spesso considerato menzogne e favole. È veramente così?
Una volta, quando Gesù stava insegnando ai Suoi discepoli sul dovere di non stancarsi mai di perdonare a coloro che ci hanno fatto del male e che se ne ravvedono, essi diventano piuttosto perplessi... Certo, avevano fiducia in Gesù e non avrebbero messo in questione le Sue parole, ma dubitavano che essi stessi avrebbero potuto mai veramente mettere in pratica tutto questo. “Non abbiamo abbastanza fede per farlo”, ammettevano. In ogni caso, erano pronti a chiedere a Gesù di aumentare la loro fede perché, comunque, avevano buona volontà e desideravano diventare le persone che Gesù desiderava che loro diventassero. La risposta che dà loro Gesù, però, è veramente stupefacente.
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Vivendo in montagna abbiamo molta familiarità con le rocce. In montagna il terreno è molto aspro, difficile. Ci si muove sui sentieri di alta quota passando da roccia a roccia, da pietra a pietra e non solo bisogna avere scarpe molto robuste e alte che ci impediscano di prendere delle storte, ma bisogna pure fare molta attenzione a dove si mettono i piedi. Le pietre sono instabili, franano, possiamo scivolare, inciampare, cadere, e ferire. Bisogna veramente ringraziare gli operai del comune che tengono in ordine i sentieri di montagna e che costruiscono gradini e ponticelli per permettere a noi escursionisti una salita o una discesa più agevole. La pioggia, poi, fa franare certi tratti del sentiero ed ingrossa i torrenti che spesso, così, impediscono il passaggio.
La gente di montagna si abitua alle frane, sa che sono inevitabili. Sono nella natura stessa delle montagne. I geologi ci fanno notare come le montagne più giovani siano aspre ed aguzze, mentre quelle più antiche più basse, smussate, dolci. L'erosione delle montagne, infatti, causata dal ghiaccio, dalla neve e dall'acqua, è lenta e continua. Nel corso dei secoli e dei millenni la superficie della terra si spiana. È come se la natura mettesse in atto lo stesso decreto che Dio rivolge al profeta: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle sia abbassato; i luoghi tortuosi siano raddrizzati e le vie scabrose appianate" (Luca 3:4,5).
Così è il carattere di tanta gente: duro, aspro, appuntito, difficile, tortuoso... Un carattere simile deve essere addolcito. Il carattere dell'antico Giacobbe, nella Bibbia, era indubbiamente “tortuoso”, duro, difficile. Era furbo, spesso senza troppi scrupoli per prevaricare, per far prevalere la sua volontà. Dio, però, l'aveva scelto per portare avanti la linea di successione del popolo di Dio e, tramite lui, realizzare i Suoi piani.
Per questo doveva essere “ammorbidito”, “smussato” attraverso le difficoltà. Le sue “asperità” dovevano essere limate. Le esperienze della sua vita, infatti, avrebbero agito su di lui come un forte (ma necessario) “agente abrasivo” che alla fine avrebbe portato molte benedizioni a lui, alla sua famiglia e, a suo tempo, a gente di tutto il mondo, fino ai nostri giorni.
Dall'esperienza di Giacobbe possiamo trarre utili lezioni quando, nella nostra vita incontriamo gli “abrasivi” che Dio usa per diventare sempre meglio utili alla Sua causa ed alla Sua gloria
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